Le Radio sono un “Servizio Essenziale”.

Parola del Presidente Conte. E allora…

Nessuno ne parla, e allora lo faccio io. Le Radio, per definizione dello stesso Presidente del Consiglio, sono un “Servizio Essenziale” e non sto qui a spiegarvi il perchè, di palese evidenza.
Sappiate, però, che a questo “Servizio Essenziale” nessuno ha pensato.
Certo, ci sono stati alcuni bonus, gli stessi dati a tutti quelli che hanno una partita iva, ma che -loro- non sono un “Servizio Essenziale”.
Ci sono circa 800 radio libere in italia, parlo delle radio locali, e se le discoteche sono state “colpite” dall’ordinanza di chiusura, le Radio sono state colpite da tutto il resto, visto che la pandemia e ciò che ne è conseguito ha fatto drasticamente calare anche le richieste di pubblicità.
Chè, poi, diciamolo pure: sono anni che le Radio soffrono di un abbandono da parte dei Massimi Sistemi.
Persino la Legge Regionale Per l’Editoria è stata modificata rispetto alla sua stesura originaria per farvi accedere i soliti noti ed escludere i soliti ignoti, diciamo così.
Dunque sappiate che chi aveva steso la originaria versione della Legge Regionale, aveva previsto che per richiedere fondi alla Regione non bisognava averne già ricevuti da altri Enti e/o Istituzioni.
Ovviamente, ne venivano così tagliati fuori tutti quelli che, vuoi per i vari ammanigliamenti politici, vuoi per quello che vuoi, di fondi ne prendevano già a ufo, e ne venivano privilegiate (per così dire) le micro realtà.
Perchè sono le piccole realtà locali, come le Radio, che fanno il “tessuto connettivo” di questa Società dell’Informazione.
Non le grandi radio, a cui non puoi rivolgerti per dire che il tale giorno nel comune di Vattelapesca sarà tolta l’acqua. Non ti si filerebbero manco di striscio.
Dunque, è bene che le sappiate, queste cose. E’ bene che si sappia che altri hanno rimaneggiato la Legge Regionale, e così l’effetto che si è ottenuto, guarda caso, è stato di poter dare altri soldi a chi già aveva molti soldi.
Dispongo del testo originario e conosco benissimo chi lo aveva steso. Quindi, parlo con cognizione di causa, e sono pronto ad ogni confronto quando si vuole e con chi si voglia.
In ogni caso, e mi rivolgo al Presidente Conte, facciamolo, un DPCM in cui si assegna un fondo di riconoscimento a tutte le Radio Locali.
Credo sia davvero il minimo. Anche solo 10.000 euro. Così, per mero diritto di esistenza e per quel “Servizio Essenziale” che la Radio Locale svolge, ovunque, in Italia.
E che ca… !
Roberto De Marinis

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