Analogico, mon amour

Il panorama socioculturale del 2026 evidenzia una marcata controtendenza, simboleggiata dalla parziale ritirata strategica della Svizzera dai piani di digitalizzazione radicale giĆ  in passato annunciati e avviati.

Come rilevato da Forbes nel settore della moda, anche nei media si assiste a un rilancio di vecchie pratiche, e in questo caso parliamo dell’analogico.

Questo fenomeno di digital detox individuale e collettivo si manifesta in dinamiche spesso paradossali, come l’uso di applicativi software per monitorare e limitare il tempo di esposizione agli schermi.

Da un punto di vista scientifico, l’analogico descrive la realtĆ  per flussi continui, mentre il digitale opera per scomposizione discreta in bit.

Sebbene l’essere umano presenti una componente digitale innata radicata nel calcolo e nel linguaggio, la percezione macroscopica del reale resta continua.

L’attuale ondata nostalgica non riflette dunque un desiderio di obsolescenza, bensƬ la necessitĆ  di riappropriarsi del controllo cognitivo e relazionale destabilizzato da una transizione tecnologica troppo repentina