Contributo straordinario: presentato emendamento

La protesta delle emittenti escluse dal Fondo di Emergenza Covid continua.

Ecco il primo risultato concreto: UN EMENDAMENTO ALLA LEGGE DI BILANCIO presentato dalla Onorevole Alessandra Ermellino (www.alessandraermellino.it), Deputata della Repubblica Italiana, membro della IV Commissione Difesa, iscritta al Gruppo Misto.

Tv locali e pluralismo: le risorse siano per tutti e tutelino le emittenti più piccole.
Il mio emendamento alla #LeggeDiBilancio.
Se si prevede un contributo straordinario a sostegno delle emittenti locali in virtù dell’emergenza in corso, ha senso vincolarne l’accesso sulla base di una graduatoria approvata nel 2019?
La logica direbbe di no, eppure è proprio questo ciò che ha stabilito il decreto ministeriale del Mise del 12 ottobre scorso, nel quale si definiscono i criteri di verifica e di modalità di erogazione degli stanziamenti previsti dal precedente dl del 19 maggio. Un provvedimento, quest’ultimo, che ha messo a disposizione 50 milioni come contributo per i servizi informativi connessi alla diffusione del contagio da COVID-19, “al fine – come si legge nel testo – di consentire alle emittenti radiotelevisive locali di continuare a svolgere il servizio di interesse generale informativo sui territori”.
Non è difficile immaginare che le emittenti già escluse dalla graduatoria si trovino ora ancor più in difficoltà, proprio a causa della crisi attuale i cui effetti quella norma vorrebbe mitigare. Eppure per loro non sono previsti aiuti.
Ma c’è di più, perché le graduatorie del 2019 sono state stilate sulla base di un precedente decreto, Dpr del 23 agosto 2017, 146 (che regola i criteri di distribuzione delle risorse del Fondo per il pluralismo), su cui l’Antitrust ha sollevato rilievi più volte. L’ultima nel maggio scorso: “Presenta criticità sotto il profilo concorrenziale la previsione secondo cui il 95% delle risorse disponibili è assegnato alle prime cento emittenti televisive in graduatoria, mentre il restante 5% è ripartito tra quelle che si collocano dal centunesimo posto in poi. Tale previsione, infatti, è suscettibile di determinare una sperequazione nella distribuzione delle risorse tra emittenti che […] devono ritenersi caratterizzate da livelli di efficienza confrontabili. In particolare, ciò potrebbe avere implicazioni distorsive della concorrenza”.
Per questo motivo ho proposto un emendamento alla legge di Bilancio, che prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro destinati alle emittenti radiofoniche e televisive locali più piccole e non presenti nella graduatoria varata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Queste risorse, benché contenute, permetteranno alle reti in difficoltà di continuare a svolgere un servizio di interesse generale sui territori, attraverso la quotidiana produzione e trasmissione a beneficio dei cittadini e della sicurezza del Paese.

Alla Onorevole Ermellino va il grazie di Assoradio e -ne siamo certi- degli ascoltatori delle nostre emittenti, a cui non mancheremo di far sapere di questa iniziativa.

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