Le comunitarie raddoppiano: Aeranti contraria.

Con un emendamento a sorpresa è stato approvato il raddoppio della pubblicità per le emittenti comunitarie, che ora dovrebbero poter programmare fino al 20% di pubblicità in luogo del 10% precedente.
La cosa non va giù a molti, ma la cosa strana è che a farsi carico della protesta è proprio una “associazione”.
L’AERANTI infatti ritiene che la nuova situazione

altererebbe gli equilibri consolidati nel sistema radiofonico

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Tutti gli editori radiofonici sappiano, quindi, che è sempre e ancora GUERRA DEI POVERI. Radio contro Radio. Perché? Perché, in realtà, l’emendamento di cui trattasi regala a oltre 400 emittenti comunitarie locali una possibilità in più di superare l’emergenza Covid-19 vendendo più pubblicità.
Dunque, una domanda sorge spontanea: ma una “associazione” non dovrebbe rappresentare gli interessi di tutte le emittenti?
Perché, quelli che hanno a cuore solo gli interessi di pochi, da sempre, non si chiamano “associazioni” ma “Lobbies”.
Circa poi il fatto che si avvantaggi una emittente nazionale comunitaria (Radio Freccia) ci sentiamo di osservare che se il MiSE avesse voluto, sono ben altri gli aspetti di “comunitaria” che quella emittente forse non pare rispettare.
Concludendo: è inutile menare il can per l’aia. Qualcuno forse sta provando a far morire di fame l’emittenza. Perchè se parliamo di alterazioni degli equilibri consolidati, la prima alterazione è venuta proprio dalla modifica della normativa che distribuiva A TUTTE LE EMITTENTI quei famosi contributi per l’editoria.
Pensate che poco meno del 10% del plafond com’è ora viene tutto riversato nelle casse di un solo gruppo radiotelevisivo. Idem dicasi per il FONDO DI EMERGENZA. Un’emergenza che vale solo per meno della metà del settore, secondo alcuni.
C’è da riflettere. No?

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