Il pasticcio del Fondo di Emergenza va oltre confine

START MAGAZINE, un periodico online attento a innovazione e crescita coniugate con affari e finanza, ha recentemente pubblicato un articolo (che vedete nell’immagine di “copertina” di questo) in cui riprende tutte le critiche mosse da Assoradio e fatte già proprie anche da AGCM.

Essendo cosa già trattata e nota, vi riportiamo qui solo la sua traduzione.

I 50 milioni di euro stanziati dal governo italiano per sostenere le emittenti colpite dal drastico calo della pubblicità dovuto alla pandemia non sono stati distribuiti equamente. A fermare la decisione del vecchio esecutivo (Conte II) è l’Agcom, l’Autorità italiana per le comunicazioni. Il “Fondo per le emergenze relative alle emittenti locali” era stato istituito dall’articolo 195 del decreto legge del 19 maggio 2020, ma il decreto attuativo era stato emanato dal ministero dello Sviluppo economico solo il 12 ottobre 2020. Il testo definiva le modalità di assegnazione del contributo, riservando il 95% delle risorse alle prime cento emittenti televisive in graduatoria e ripartendo il restante 5% tra quelle dal centesimo posto in poi. Questa scelta, che aveva già suscitato polemiche, è stata bocciata dall’Agcom perché potrebbe creare distorsioni del mercato, e l’autorità auspica una suddivisione in due porzioni: una tra tutte le emittenti in possesso dei requisiti di ammissibilità, in proporzione al punteggio in graduatoria, e l’altra, in parti uguali tra le emittenti, avendo cura di assicurare che quest’ultima quota di risorse abbia un ammontare sufficiente a garantire un adeguato sovvenzionamento per le emittenti minori.

Da quanto noi di Assoradio abbiamo recentemente appurato, parlando con politici e colleghi, il “merito” di aver suddiviso così sfacciatamente in favore di pochi, sarebbe da attribuire alle uniche due associazioni di categoria ammesse a un “tavolo” consultivo con il Governo e con il MiSE, le quali avrebbero assicurato che con il sistema adottato sarebbe stata accontentata dal “Fondo” la quasi totalità delle emittenti.

Riteniamo gravissimo un simile comportamento, laddove non anche sintomo di grande superficialità da parte del fu Governo Conte-bis, o peggio.

Di fatto, tutto ciò ha portato -come dice l’articolo e la stessa Antitrust- a una spartizione di risorse che è stata destinata solo a pochi imprenditori, generando un effetto di fall-out sull’intero sistema che ha portato a uno squilibrio della concorrenza.

 

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