L’equilibrio del “Sistema”

Da qualche tempo (circa 4 anni) accade un fatto singolare nel “sistema” radiotelevisivo: chi ha più soldi riceve maggiori aiuti.
Perché questo principio non vale, per esempio, per gli aiuti ai più deboli? Bonus affitti, reddito di cittadinanza, eccetera, vengono dati ai meno abbienti, e non ai più ricchi. O stiamo sbagliando?
E il lavoro? Nemmeno quello è più uguale per tutti. Ci sono categorie di lavoratori che godono di un maggior favore tale che gli imprenditori sono più incentivati ad assumere personale che fa parte di quelle categorie.
Alla faccia della Costituzione della Repubblica.

Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Parliamo del DPR 146/2017. Non è possibile discriminare lavoratori di un tipo rispetto a lavoratori di un altro tipo. Decreti di questo genere dovrebbero essere sottoposti al vaglio del Ministero del Lavoro.
Chi c’era al Governo quando è stato introdotto questo ABORTO di normativa? Ah si: Gentiloni. Giusto per ricordarcelo.

Un DPR, il 145/2017, che “aiuta” i ricchi. Alla faccia del cosiddetto “Welfare” e dell’Italia che -dicono- deve essere aiutata a crescere aiutando la libera imprenditoria. però poi i soldi vanno a chi è più forte, non a chi è più debole.

Dietro a tutto ciò, verosimilmente, ci saranno interessi. Tanto per fare un esempio, un solo gruppo radiotelevisivo ha ricevuto quattro milioni di euro di aiuti: circa il 10% di tutto il plafond.

E a questo punto non è difficile immaginare scenari che potrebbero essere degni di approfondimenti (chiamiamoli così) da parte di qualcuno.

Oppure, la colpa è della bilancia. Forse è rotta.

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